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Progetto Pane Sano

Un po' di storia...


L'evoluzione dell'uomo, secondo la teoria darwiniana, è strettamente legata all'ambiente e all'alimentazione. La base alimentare inizialmente era costituita in prevalenza da cereali spontanei per la facilità di conservazione e da prodotti ottenuti dalla raccolta di frutta, verdura e legumi.
Con l'avvento dell'agricoltura e dell'allevamento si garantì una buona base alimentare, dove la quota più importante di cibo era rappresentata dal grano duro di qualità indoeuropea, con caratteristiche molto simili ai grani coltivati fino al secolo scorso. Solo nel periodo fra le due guerre mondiali si iniziò a produrre nuove cultivar che aumentarono le rese senza intaccarne la qualità e le caratteristiche.

Fu solo alla fine della 2° guerra mondiale che, con il piano di aiuti Marshall, vennero importati grandi quantità di grano americano, con caratteristiche diverse da quelle europee e con una percentuale di glutine molto alto.
Il sistema digerente dell'uomo europeo evolutosi con grani a bassa percentuale di glutine non riesce ad adattarsi, evidenziando una quantità di celiaci prima sconosciuta, ma soprattutto una grossa quantità di intolleranti. L'industria pastiera e le varie panetterie constatarono che la lavorazione delle farine ad alta percentuale di glutine era molto più semplice ottenendo così una serie di prodotti esteticamente innovativi e la velocità di processo diminuì considerevolmente.

Il glutine funziona come una colla che permette una maggiore velocità di lavorazione e un'alta malleabilità. I macchinari dei pastifici, i mulini e le panetterie vennero così adeguati velocemente per la lavorazione di grani ad alta percentuale di glutine. Anche i mulini si evolvettero e a causa dell’industrializzazione concentrarono la produzione su poche industrie con grande produttività e alta specializzazione. Nacque la farina 00 che mise fuori concorrenza i piccoli mulini, in grado di produrre solo farine integrali.

Per la produzione industriale di farina tipo 00 la parte esterna (crusca) e il germe di grano, che sono le parti più nutrienti, vengono scartate, perché danno alle farine un colore scuro e gli oli del germe se ossidati danno un cattivo sapore. Di conseguenza nelle farine industriali rimangono solo la parte interna bianca (endosperma) la più povera di sostanze nutrienti e quella più ricca di zuccheri. Inoltre si sono ignorati ulteriori importanti danni dietetici dovuti all’ossidazione delle farine così ottenute e consumate a distanza di settimane, se non mesi. L'agricoltura, infine, con il mito della coltivazione intensiva ha dato un colpo decisivo alla qualità utilizzando importanti quantità di fertilizzanti di origine chimica, alla buona pace di Linus Pauling, premio Nobel per la chimica e per la pace, che raccomandava di non usare chimica inorganica su prodotti organici.



La Dott.ssa Marilù Mengoni, Biologa Nutrizionista pubblica sul mensile “Vivere sostenibile” del 11/01/2016 un articolo “Farine? Si purchè fresche”

Farine ? Si, purchè fresche
Ogni volta che compriamo un alimento, dovremmo essere consapevoli di quello che stiamo acquistando. Spesso invece accade proprio il contrario, soprattutto perché non ci fermiamo più a chiederci da dove derivi o come è stato prodotto il cibo su cui ci siamo diretti. Siamo condizionati dalle abitudini, dai media, dagli amici e da tutta la società in cui viviamo, percui diamo per scontato che tutto quello che ci vendono sia “normale”, sano ed equilibrato. Compriamo un panino, per esempio, e, a parte quello che ci facciamo mettere dentro, ci siamo mai chiesti che tipo di farina è stata utilizzata? Abbiamo di solito davanti un prodotto gonfio, insipido, di un colore candido e pure lo mangiamo. Questa è un’abitudine alla non  presenza. Vorrei spendere due parole per parlare delle farine, in modo che, qualora si decidesse di mangiare il panino di cui parlavo, o una pizza oppure dei biscotti confezionati, almeno lo faremo per scelta e non per “ignoranza”. Le farine che utiliziamo, presenti nei prodotti che acquistiamo, oppure le farine stesse che acquistiamo nei supermercati, sono ormai devitalizzate o, per usare una parola più specifica, “morte”. Il chicco integro per fare qualche esempio il chicco del farro e dell’orzo (non perlati) o un riso integrale, sono costituiti da importanti elementi come per esempio zinco, cromo, magnesio, manganese, vitamine del gruppo B, vitamina E, tutte sostanze neccessarie per il nostro metabolismo. Qualora non siano presenti nel cibo che mangiamo , allora il nostro corpo è costretto a concedere delle sostanze, proprio per poterne trarre sostentamento e energia. In pratica, ciò che manca nel chicco viene sottratto al nostro corpo. Se mangiamo farine vecchie ogni tanto questo potrebbe non costituire un problema, ma se pensiamo al quotidiamo , moltissime persone introducono nella loro dieta, farine bianche, ma anche riso raffinato, pasta preparata con chicci ormai devitalizzati, biscotti creckers, grissini, brioches, fiocchi d’ avena (fioccati da chissà quanto tempo) e molti altri prodotti simili. E direi che questo avviene “quasi” tutti i giorni. Per questo motivo il nostro corpo nel tempo si può debilitare e può essere esposto alla possibilità che insorgano mallattie di vario tipo. Ecco quindi l’importanza di utilizzare per la nostra alimentazione le farine “vive”. Di che si tratta ? Sono farine derivate dalla macinazione del chicco integro che, soprattutto, devono essere macinate da poco tempo. La farina invecchia già dall’ ottavo giorno dalla macinazione e già al quindicesimo è ormai devitalizzata, ovvero priva di importanti sostanze. Questo vale anche per quelle farine insacchettate con la dicitura “integrale” o “integrale- biologico”. Sono integrali si , ma vecchie, quindi ossidate, morte.

Dal progetto
al consumatore

MISSION

Il progetto “Pane Sano ” si prefigge il ritorno ad un metodo depurato dalle “necessità industriali” e di massima produzione, per ottenere ciò che il nostro corpo necessita per vivere sano e in armonia con la natura, senza rinunciare all'utilizzo di tecniche innovative.





Siamo partiti analizzando i terreni per assicurarci la qualità biologica. Siamo ricorsi a tecniche di meccanica quantistica per la produzione di compostanti per trasformare i letami in prehumus perfetto per la fertilizzazione, al contrario del letame non trattato.



mani pastose

Abbiamo costruito e assemblato macchinari agricoli che ci permettessero il minimo impatto con la struttura microbiologica del terreno evitando anche il problema della permeabilizzazione a causa dello schiacciamento dello stesso. Abbiamo a lungo studiato cosa cresceva insieme al grano e cosa i nostri avi mangiavano evolvendosi nei secoli, quando non vigeva il mito della purezza e specialmente dell'uso di diserbanti.

Abbiamo cercato di capire le necessità della società moderna in parte obesa a causa di cibi scadenti (junk food) e bibite zuccherate (soft drink).

Farina di Grano Antico
La ricetta del vivere sano

LA NOSTRA RISPOSTA PER GLI INTOLLERANTI AL GLUTINE

Grano Antico

85% grano duro integrale, 10-12% di glutine a basso indice glicemico, colesterolo zero con apporto di sodio di circa 510mg/Kg

Orzo Integrale

2% orzo integrale che tiene sotto controllo la glicemia, migliora la digestione, previene l'osteoporosi, potenzia la memoria e le funzioni cognitive

dashboard

Riso Integrale

10% riso integrale non brillato che contiene tiamina conosciuta come vitamina B1 efficace contro l'ipertensione, negli edemi, no colesterolo alto e nella cirrosi epatica, limita l'assorbimento degli zuccheri, ristabilisce l'equilibrio naturale della flora batterica.

Miglio

2% miglio ricco di acido salicilico importante per milza e pancreas, ottime percentuali di grassi insaturi, omega 3 e omega 6, particolarmente indicato in caso di affaticamento sia fisico che mentale, in convalescenza e gravidanza.

1% di "C'era una volta..."

1% composto da una serie di semi che crescevano normalmente con il grano prima delle tecniche di selezione dei grani per le semine ma soprattutto prima dell'uso di erbicidi:

rumex

rumex acetosa diuretica, vitamina c, vitexina.

agrimonia

agrimonia eupatoria decongestionante efficace nell'insufficienza epatica:
contiene acido ursolico che ha una efficacia paragonabile al cortisone.


cardo

cardo mariano antiossidante ed epatoprotettore.

tarassaco

tarassaco che ha una funzionalità epatica e digestiva, riduce l'assorbimento di colesterolo e lo abbassa.


romice

romice che funge da lassativo, antinfiammatorio e tonico del sangue.

malto d'orzo

malto d'orzo utile come migliorante per la panificazione, ricco di zuccheri complessi e di enzimi che favoriscono la lievitazione.


Da questa neccessità nasce l'idea di

"Oltre il Biologico"

è un filosofia, un nuovo sistema di coltivazione che sfrutta la "fertilizzazione verde" e la cura dei batteri azoto fissatori.

Il nostro metodo di coltivazione

Ben oltre il classico Biologico

METODO DI COLTIVAZIONE DEL GRANO DURO A BASSO CONTENUTO DI GLUTINE
PER ESSERE ADATTO ALLA PRODUZIONE DEL "PANE SANO"


Il nostro metodo di semina non è cosi preciso come quello delle seminatrici di precisione che lavorano su un terreno arato e preparato in modo tale da necessitare almeno 4/5 passaggi di trattrici, con estirpatori, frullini, livellatori ecc. lasciandolo così in polvere e povero di batteri in seguito all'irradiazione solare, reso quasi impermeabile per i frequenti passaggi. In queste condizioni il terreno ha una fertilità molto bassa e senza apporti di fertilizzanti non darebbe una produzione acettabile, inoltre la qualità si riduce drasticamente.
.

Con il metodo sotto descritto si ottiene una produzione media, ma di qualità superiore, adatta al sistema “pane sano”

Premesse:

1° Il terreno deve essere certificato biologico.
2°Non sono ammessi trattamenti di nessun tipo e la fertilizzazione deve essere la cosiddetta verde.

Preparazione del Terreno per la Prima Semina

Lasciare il terreno a riposo per almeno sei mesi ed effettuare due passate con la cippatrice, per poi partire con la prima semina.

Preparazione del terreno per la Seconda Semina

Alla mietitura impostare la mietitrebbia per un taglio subito sotto le spighe, così da non permettere al sole di arrivare al terreno nudo e fare una passata di cippatrice.

Seconda Semina

Fare una passata sul terreno con la cippatrice per ripulirlo due/tre settimane prima di procedere infine con la seconda semina.
Per i dettagli sul macchinario da utilizzare schiacciare sul bottone qui sotto.

Macchinario utile


... Infine ...
per completare il progetto

abbiamo studiato il problema ossidativo in rapporto alla finezza delle farine e al tipo di mulino utilizzato, superando il problema mettendo sotto-vuoto spinto le farine entro 48-72 ore dalla molitura.
Dopo aver scartato il prodotto 00 ottenuto dai mulini industriali a rulli, abbiamo focalizzato la nostra attenzione sui mulini a pietra tradizionale e moderni
Secondo i nostri rilievi esiste un piccolo problema con i mulini a pietra: essi riducono logicamente in farina anche una parte legnosa della copertura esterna del chicco, infatti le rese variano a seconda dei tagli sulla pietra.

I nostri Prodotti

Tutti i nostri prodotti sono adatti a coloro che soffrono di intolleranza al glutine.

Le Farine
PANE SANO

Confezionate sottovuoto che necessitano solo aggiunta di acqua per ottenere il pane.

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Sodio 2005,00mg
Potassio 300,00mg
Ferro 2,90mg
Calcio 26,50mg
Fosforo 299,00mg
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Niacina 4,60mg


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Il Team

Queto progetto è stato ideato dall'ing. Franco Solia con la collaborazione di Maria De Meo e di CShark Solutions (Sito).

Maria De Meo

General Sell Agent +39 338 429 93 45

Sarah Solia

Sell Agent (Liguria) +39 392 494 55 94

Amedeo Fico

Sell Agent (Lombardia) +39 329 933 55 98

Contatti

Per qualsiasi informazione siamo reperibili ai seguenti recapiti

Esagono di Arola
Località Arola di Sopra 3
Gazzola, Piacenza 29010
Italy P: 329 95 38 031

Il progetto “Pane Sano ” si prefigge il ritorno ad un progetto depurato dalle “necessità industriali” e di massima produzione per ottenere ciò che il nostro corpo necessita per vivere sano e in armonia con la natura, senza rinunciare all'utilizzo di tecniche innovative.

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